In treno da Bergen a Oslo passando per Flåm

Neve, neve ovunque

31/10/2023 | Di Claudio_VL | Commenti: 0

Riassunto delle tappe precedenti: ieri sera siamo arrivati a Bergen da Londra (le altre tappe del viaggio sono disponibili presso la pagina Viaggio in Norvegia in treno).

In treno da Bergen a Oslo passando per Flåm


Sabato mattina, sveglia alle 6:00 al Radisson Blu di Bergen, colazione alle 7. Programma della giornata: alle 8:30 abbiamo il treno per Myrdal, da dove prenderemo un treno turistico locale per visitare Flåm, piccola cittadina sul Sognefjord, il più largo e profondo fiordo norvegese. Poi si ritorna a Myrdal e da li' si riprende la Bergen Railway, la linea ferroviaria che connette Bergen con Oslo, infine pernottamento ad Oslo.



Pronti per la colazione, guardo i miei bagagli, forse questa volta siamo riusciti davvero a viaggiare leggeri: un trolley e uno zaino a testa per un viaggio di nove giorni in un Paese in cui fa piuttosto freddo: non abbiamo spazio neppure per una scatola di cioccolatini, casomai volessimo comprare dei souvenir.

Andiamo a bussare alla camera di mia cognata e mio nipote: non rispondono. Poi arrivano, giustamente imbacuccati: erano andati a fare una passeggiata, fuori, alle 6:00 di mattina, visto che l'hotel è attaccato a un sito World Heritage.

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Il sito World Heritage

Come sempre in questa catena di hotel (e altrove, quando possibile), faccio una colazione in tre passaggi: prima English breakfast (bacon e salsicce fatte in Norvegia sono sempre le migliori, per me), poi cappuccino e paste varie, infine miscela di yoghurt (normale, greco e alla fragola) con uvetta e frutta varia annegata. Di solito una colazione del genere mi permette di arrivare all'ora di pranzo senza essere famelico.

Google Maps mi dà le indicazioni sbagliate per raggiungere la stazione, ma ci arriviamo in tempo chiedendo informazioni ad una passante. Alla stazione il controllo del biglietto avviene prima di salire sul treno.

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La stazione ferroviaria di Bergen e il nostro treno

Il treno parte, semipieno; costeggia un fiordo, a sinistra nella direzione di marcia. Foschia e pioggia, tante gallerie, quindi poche occasioni per fare foto. Poi il panorama migliora parecchio, ma dovrete credermi sulla parola: difficile trovarsi con i finestrini dei treni puliti a sufficienza da scattare belle foto, in un posto dove nevica e piove cosi' spesso. Noto che i nomi dei paesi lungo il percorso (come Vaksdal e Myrdal) spesso contengono "dal", che significa valle, come l'equivalente inglese, "dale".

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La stazione di Myrdal

Arriviamo a Myrdal, c’è la stazione e forse tre case. C’è anche tanta neve per terra, e inizia a nevicare di nuovo pochi minuti dopo che entriamo alla stazione. Myrdal è all'incrocio tra la linea Bergen-Oslo e la Myrdal-Flåm, c’è un caffè/ristorante/negozio in cui passiamo tre quarti d'ora in attesa del treno per Flåm, il cui nome significa “piccolo posto tra ripide montagne".

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Gente che gioca con la neve con i cellulari in attesa della partenza del treno per Flåm

Il treno per Flam è moderno e rassicurante da fuori (il che fa piacere, visto che viaggeremo con temperature basse e in mezzo a tempeste di neve), e dentro è molto carino e all'antica, con interni in legno e sedili in velluto (o simil-velluto) rosso. Le cabine di mezzo sono affollate, ci spostiamo in quella di testa e ci ritroviamo, noi quattro, quasi da soli. Mia cognata mi ha regalato un bel maglione di lana e si stupisce quando lo tolgo e rimango in maglietta: a bordo di questo treno (e di quasi tutti quelli che troveremo nel corso di questo viaggio in Norvegia) fa piuttosto caldo, per i miei gusti.

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Il treno fa una sosta panoramica presso la cascata Kjosfossen, c'è una tempesta di neve e pioggia, per cui stiamo all'aperto solo per un paio di minuti.

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La cascata Kjosfossen, 225 metri, 900.000 visitatori all'anno

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Il nostro treno presso la cascata, tra due tunnel

La linea ferroviaria Bergen - Flåm (Flåmsbana in norvegese) è lunga 20 chilometri, attraversa la valle Flåmsdalen e porta al fiordo Sognefjord, scendendo dall'altitudine di 865 metri (a Myrdal) a 2 metri (a Flåm). Lungo questa ferrovia ci sono dieci stazioni, venti tunnel e un ponte, oltre a una cascata vicinissima (Kjosfossen) e altre più lontane, il che aiuta a capire come questa linea ferroviaria sia la terza attrazione turistica più popolare, in Norvegia.

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La minuscola stazione di Håreina, lungo la linea ferroviaria Myrdal-Flåm

Il percorso della ferrovia è pieno di tornanti, e il panorama, dopo i fiordi iniziali, diventa pieno di vallate, cascate, fiumi e torrenti. Ci sono anche molti maiali, grazie al sacrificio dei quali posso mangiare un bacon molto migliore di quello disponibile altrove, Regno Unito compreso.

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Una cascata

Una cosa per chi ha sempre lo smartphone in mano: da quando siamo usciti dall'hotel a Bergen non abbiamo trovato - in due treni, una stazione e un ristorante a Flåm - nessuna presa USB per ricaricare i nostri aggeggi, e solo nella stazione di Myrdal abbiamo trovato una rete Wi-Fi accessibile.

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Flåm, scuola

Arriviamo a Flåm verso mezzogiorno, piove. Andiamo in bagno alla stazione, poi andiamo a mangiare in uno dei ristoranti della cittadina. Dopo pranzo andiamo in giro, ma a Flåm (meglio: in questa zona di Flåm) non c'è molto da vedere. A occhio mi pare che i residenti (350 persone), e quindi le scuole, le chiese e gli edifici storici o quantomeno non recenti, si trovino prima della stazione. Bello comunque il museo della ferrovia (gratuito), dove è possibile vedere alcuni veicoli a due ruote adattati all'uso su rotaie, praticamente dei moto-treni. Molto spettacolare, ovviamente, la presenza delle montagne intorno alla città...

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... e il fiordo.

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Pochi gli italiani (io, una coppia di romani), tantissimi cinesi, qualche giapponese, coreano e taiwanese. I luoghi turistici si adattano ai turisti, e se la maggior parte dei turisti viene da una certa area, i locali si adatteranno: abbiamo notato che trovare noodles e ravioli gyoza nei ristoranti e caffè locali è quasi più facile che trovare pizza…

Oggi a Flåm ci sono tanti turisti, ma non troppi, si trova posto al ristorante senza fare (troppa) coda, per esempio. Ma durante l'anno, questa piccola città di 350 abitanti riceve 450.000 turisti e 160 navi da crociera. Troppi visitatori, e l'economia locale non sembra beneficiarne, visto che i costi sostenuti a fronte di ciascun turista sarebbero inferiori ai ricavi per l'amministrazione locale. Insomma: non stupitevi se, tra qualche anno, i costi per visitare Flåm saranno più alti di oggi, magari con una tassa di ingresso tipo quella di Venezia.

Il centro cittadino con una nave da crociera, da Google Maps:


Quattro del pomeriggio, ripartiamo col treno per Myrdal. Montagne, cascate, fiumi, pittoresche case color rosso scuro, neve in tutte le direzioni. Molta più gente che all'andata, basta un "Ohhhhh" di fronte ad un panorama dal finestrino e tutti si alzano (ci alziamo) per fotografare, con l'effetto di una ola messicana lungo tutto lo scompartimento. Il posto migliore per fare foto però è negli spazi tra gli scompartimenti, vicino alle porte, dove i vetri hanno un'angolazione particolare per cui non sono coperti da gocce di pioggia.

A Myrdal nevica, come all'andata. Ritiriamo i bagagli che avevano depositato (49 NOK all'uno, soldi ben spesi: difficile girare con un trolley tra pozzanghere e neve fresca ), il nostro treno per Oslo arriva alle 18. Ci aspettano cinque ore di viaggio sulla linea Bergen-Oslo, e vedremo tanta neve.

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Isolamento

Una galleria quasi ininterrotta, per la prima mezz'ora. Poi una pianura coperta di neve, a volte si intravede un fiume sinuoso e parzialmente ghiacciato. Nessuna città o centro abitato: solo poche case isolate, chilometri di neve e acqua tra l'una e l'altra.

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Il treno si ferma in una specie di galleria, o forse la stazione è protetta da una barriera anti-valanghe. Un tizio scende dal treno e si avvia nella neve. Nell'ultima mezz'ora abbiamo visto non più di tre case isolate.

La ferrovia ora scorre lungo un fiordo, o un enorme lago: non si vede lo sbocco in mare, da qui. Sei e quarantacinque di sera, il panorama si vede ancora bene, ma la mia macchina fotografica mi informa che per scattare una foto a 1/250 con diaframma 3,5 ci vogliono 10.000 ISO. E anche lo smartphone di mia moglie riesce a fare foto in queste condizioni… una cosa che fa riflettere chi, come me, si ostina a portare la reflex in vacanza.

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Quando si dice "una casa in riva al mare" probabilmente non si intende questo genere di ambiente.

19,30, ceniamo in treno. Posate in legno come in aereo, così si usa, in Norvegia. Pizza commestibile, soprattutto dopo che mi sono rifiutato di metterci sopra il "formaggio liquido" che la accompagnava: l'ingrediente principale è lo yoghurt, non mi è parso il caso.

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Prima del tramonto: un hotel in una località probabilmente splendida, se fosse possibile guardarsi intorno

Imperdonabile l'assenza di una rete Wi-Fi funzionante su questo treno, di una delle maggiori aziende ferroviarie norvegesi, per un viaggio di oltre cinque ore verso la capitale Oslo. A quanto pare è un problema limitato ad alcuni vagoni o scompartimenti, ma non è una gran consolazione.

Certo, si tratta di un tipico first world problem.

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Barba da hipster o da vichingo? Visto l'ambiente, la seconda

In questo viaggio norvegese di nove giorni dormiremo quasi ogni notte in una città (o paesino) differente, ed era da un po' che non facevo un viaggio del genere. Non è una vacanza: se ti capita un problema (uno scarpone inzuppato d'acqua, ti rubano il cellulare) le conseguenze te le porterai dietro da un luogo all'altro. Del cellulare rubato a mio nipote ho già parlato ieri. Oggi mia moglie oggi ha messo un piede in una pozzanghera, e nonostante gli scarponi, un calzettone s’è inumidito, lo sto asciugando io in questo momento, sedendomici sopra. Mia cognata ha perso il suo berretto, mio nipote l'ha cercato per un quarto d'ora e l'ha ritrovato, altrimenti sarebbe stato necessario metter mano al portafoglio per sostituirlo.

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Un ponte nel nulla

Un quarto alle dieci di sera, ancora un'ora, più o meno, per arrivare a Oslo. Stiamo viaggiando da ore in un panorama urbano, dopo il deserto bianco e gelato delle prime ore. Anche la temperatura è salita parecchio: 11 gradi, in questo momento. Stiamo scendendo di quota.



Un fiordo visto prima del buio

A proposito di temperature: i treni di oggi, così come il ristorante a Flåm, tengono il riscaldamento piuttosto alto, tanto che si sta bene non solo senza giaccone, ma anche senza maglia, e io infatti ho trascorso buona parte della giornata in maglietta, nonostante la temperatura esterna fosse, a volte, sotto lo zero.

Arriviamo a Oslo. L'hotel è a poche centinaia di metri dalla stazione, ma questa volta la catena Radisson Blu ci riserva qualche sospesa negativa: niente acqua minerale omaggio per i membri del Club Radisson, come invece succede di solito (mia moglie ci resta male: è lei ad avere la tessera del club); ci piazzano in camere su due piani differenti, e non possiamo raggiungere cognata e nipote, per via dell'ascensore controllato dalla scheda-chiave di ciascuna camera. Sopravviveremo. Il giorno dopo troverò in ascensore una signora americana che sclera dicendo che è da mezz'ora che a bordo e cerca di raggiungere il suo piano. Non un'ottima idea, quella dell'ascensore con le schede.

Dopo la cena in treno non abbiamo più fame e siamo anche piuttosto stanchi: si va a dormire, anche se domani non c'è da svegliarsi presto.



Argomenti: Norvegia, racconti, treni e ferrovie, Viaggio in Norvegia in treno

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